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Swing! [ex nuovo materiale rotabile]

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Re: Swing! [ex nuovo materiale rotabile]

Messaggiodi aln » mer ott 10, 2018 19:26

aln ha scritto:...per esempio i bimodali valdostani firmati Stadler che tuttora non sono entrati in servizio...

Son passati quasi cinque anni dall'entrata in vigore del Cadenzato, e all'incirca è passato altrettanto tempo da quando si parlava dei treni bimodali per evitare le rotture di carico. Allora era una possibilità buttata là per le nostre linee, poi è arrivata la Valle d'Aosta, poi sono arrivati quei cinque nuovi loro treni, e pare che ne arriveranno altri tre per il Lazio. Dovevano entrare in servizio il prossimo dicembre, ma la data è stata rinviata di altri due mesi.
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Re: Swing! [ex nuovo materiale rotabile]

Messaggiodi Biagio » mer ott 10, 2018 21:10

aln ha scritto:...per esempio i bimodali valdostani firmati Stadler che tuttora non sono entrati in servizio...


I bimodali valdostani dovrebbero entrare in servizio in febbraio, dopo le prove in Toscana per ottenere l'autorizzazione dall'Ansf. Io non me ne intendo, ma sono proprio necessarie tutte 'ste prove? Sono stati collaudati in fabbrica ed hanno fatto prove in Polonia: pensano che dalle fabbriche escano delle carrette?
C'è il problema che essendo treni bimodali, devono essere collaudati due volte e su linee diverse, una per la trazione elettrica ed una per il Diesel. Ma mi fa pensare che Il costruttore dei treni, cui compete anche l’ottenimento delle autorizzazioni necessarie all’immissione in servizio, abbia segnalato che "il relativo iter amministrativo sta richiedendo tempi più lunghi rispetto a quelli programmati e che ciò comporterà un ritardo di 4 mesi rispetto alla data prevista per la consegna del primo treno". Che si tratti di burocrazia?
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Re: Swing! [ex nuovo materiale rotabile]

Messaggiodi lucam91 » gio ott 11, 2018 19:53

Biagio ha scritto:Io non me ne intendo, ma sono proprio necessarie tutte 'ste prove?


Probabilmente seguono la logica del "no se sa mai"
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Re: Swing! [ex nuovo materiale rotabile]

Messaggiodi aln » ven ott 12, 2018 19:43

Ricordando doverosamente che è convinzione comune che "treno fermo non fa danno", anzi "nessun treno su ferrovia chiusa non fa danno", e che c'è stato chi ha chiesto perché il macchinista non avesse sterzato quando un treno ha investito una persona, riporto di seguito un'introduzione di un libro di tutt'altro argomento che potrebbe dare una spiegazione del perché la burocrazia in Italia sia così tanto burocratica. Li ci si riferisce al rapporto tra cittadini e istituzioni, ma forse non c'è differenza col rapporto tra istituzioni e istituzioni.
Consideriamo il rapporto tra cittadino e autorità pubblica, da quella locale anche del piccolo comune, fino a quella nazionale.
Esistono tre grandi soluzioni ai rapporti tra cittadino e istituzioni:
1) la soluzione anglossassone, americana o inglese;
2) la soluzione europea, francese tedesca spagnola e analoghe;
3) la soluzione italiana.
Nel mondo, per ragioni storiche, perché ex colonie, territori conquistati o per similitudine o per vocazione varia, gli Stati marciano secondo una delle tre direttrici sopraindicate.
La soluzione 1 si basa sul principio della semplicità degli adempimenti e, soprattutto, sul principio che il cittadino deve essere creduti salvo dimostrata prova contraria. Il sistema si basa sulla fiducia e sul fatto che se essa viene tradita chi commette tale tradimento viene emarginato. A fronte della fiducia al cittadino il sistema è rapido, in grado di condurre controlli efficaci senza chiedere alcunché al cittadino e di concludere, se del caso, che la dichiarazione del cittadino non era veritiera e prendere le misure più drastiche.
La soluzione 2 richiede un maggior concorso del cittadino che, però, è posto difronte a richieste molto chiare, semplici, contenute in poche facciate. Senza chiedere documenti rilasciati da altre autorità. La tecnica è assai simile al caso 1 anche se l'amministrazione pubblica richiede più dettagli al cittadino anche senza porgli la necessità di vagare senza meta da un ufficio all'altro. Anche in questo caso ci si basa sulla fiducia che, se tradita viene duramente sanzionata.
La soluzione 3 è quella italiana: nessuna fiducia al cittadino e sospetti anche sulla autodichiarazione. La reazione alla mancanza di fiducia è ovviamente, come fatto duale, il crollo della fiducia nelle istituzioni. Non ci sono argomenti a favore della soluzione 3 a meno che non si creda che i cittadini italiani siano dei mentitori abituali.» (dalla prefazione di G. Cortellessa al libro "Residenza e domicilio" di A. Donatucci)
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