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LA GALLERIA DI MONTE ZUCCO
Una grande opera per la ferrovia del Cadore

di Federico Carraro

3^PARTE: L'ADDIO ALLA "BUSA DEL CRISTO" E L'INAUGURAZIONE


L'ultimo giorno di esercizio della vecchia tratta - 11 Aprile 2003


FL semipil busa FMont (77K)
Uno degli ultimi treni navetta ad impegnare la "Busa del Cristo"
(foto di Fabrizio Montignani)

FL ALn668 busa FMont (64K)
Coppia di automotrici ALn668 sotto la Cavallera, tra le gallerie "S.Andrea" e "Sacco"
(foto di Fabrizio Montignani)

Ricordo del treno speciale

"A Belluno arrivo puntuale alle 15.01 con il regionale 33632 da Padova. Il cielo è parzialmente coperto ma fortunatamente non piove. Al binario tre sono già in pressione le due vaporiere dei "Musi Neri" di Verona: la 940 022 e la 740 293, quest'ultima una veterana dei treni speciali a vapore in Veneto, Trentino ed Alto Adige. Le macchine erano giunte in mattinata a Belluno da Verona. In composizione al convoglio del trasferimento c'era anche il bagagliaio "Stube" castano-isabella restaurato da poco (in funzione di appoggio) e l'indispensabile carro a due assi per il trasporto del carbone. Le due macchine non sono proprio nel pieno della forma, ma il viaggio fino a Calalzo al traino di sole tre carrozze centoporte non presenterà problemi. Alla stazione di Belluno, oltre ai comuni viaggiatori visibilmente meravigliati, non c'è la folla delle grandi occasioni, complice anche il giorno feriale scelto per l'ultimo viaggio. Comunque un buon numero di appassionati e fotografi ammirano e riprendono le due vaporiere, sulle quali i volontari dell' AVTS approntano gli ultimi preparativi attendendo il via libera. Prima della partenza le due locomotive si invertono di posizione manovrando fino all'interno della galleria lato Ponte nelle Alpi, e la 940 si porta così in testa al convoglio.

FL 740 293 manovraBL 110403 (49K)
locomotiva 740 293 in manovra a Belluno

Poco dopo le 16.15 il capostazione di Belluno ci dà il via libera. A Ponte nelle Alpi abbiamo il libero transito sul binario 2 e percorriamo a 50-60 all'ora la curva verso Longarone, mentre sulla destra lasciamo la linea del Fadalto per Vittorio Veneto. Alle 16.40 transitiamo a Longarone-Zoldo, sempre in corretto tracciato sul binario 1, incrociando il regionale 11141 per Padova fermo sul secondo binario. La corsa continua fino al segnale di avviso di Ospitale di Cadore, dove rallentiamo per essere poi ricevuti in deviata sul primo binario. Qui attendiamo per una decina di minuti il regionale 11121 delle 17.02 per Belluno, che sfreccia tra ripetuti fischi accanto al nostro speciale. Finalmente si riparte alla volta della stazione di Perarolo, sita in località Fontanelle di dentro.

FL doppia Perarolo 110403 (43K)
Il rifornimento d'acqua a Perarolo

Qui un'autocisterna dei Vigili del Fuoco attende la 940 per il necessario rifornimento d'acqua. Sul tronchino adiacente al primo binario sosta una coppia di automotori 214 alla testa di tre tramogge cariche di pietrisco: segno evidente dei lavori che stanno interessando la tratta Perarolo-Calalzo. Alle 17.25 circa ripartiamo verso il tratto più acclive della linea, costituito dalle livellette al 27‰ della "Busa del Cristo". Passato il ponte sul Bòite imbocchiamo la storica vecchia galleria del Monte Zucco (la più lunga della vecchia linea con i suoi 1140 m) che ci porta verso la "Cavallera", tratta adiacente alla strada omonima. Quest'ultima deve il suo nome all'aggiunta di cavalli a carri e carrozze, operazione un tempo indispensabile per vincerne la forte pendenza. Dopo qualche centinaia di metri ci fermiamo in località S.Andrea, dove la ferrovia aveva una fermata (soppressa nel 1928) che serviva i paesi della Bassa Val del Bòite. Qui sono presenti le vecchie case dei guardiamassi, in passato figure molto importanti per la sicurezza di questo tratto di linea. Dopo dieci minuti ripartiamo per raggiungere Calalzo alle 18.00.

BN doppia Calalzo 110403.jpg (42K)
L'arrivo a Calalzo

Pochi minuti e i manovratori di Calalzo e i macchinisti si preparano alla giratura delle locomotive sulla piattaforma. Le macchine manovrano a passo d'uomo tra i numerosi presenti, impegnando a turno la piattaforma girevole tra sbuffi di fumo, mentre calano le ultime luci del giorno sulla valle del Piave: uno spettacolo unico ed indimenticabile! In serata poi il treno speciale avrebbe percorso per l'ultima volta la vecchia tratta, effettuando nuovamente una sosta straordinaria a S.Andrea."

L'attivazione della variante di Monte Zucco - 12 Aprile 2003

Al giorno d'oggi, in un periodo che vede il gruppo FS fortemente impegnato nel progetto Alta Velocità, non è frequente assistere alla realizzazione di importanti opere sulla cosiddetta "rete complementare". La costruzione della variante è stata seguita con molto interesse non solo dagli operatori del settore, ma anche da appassionati feramatori e dalla popolazione locale. La variante è stata allacciata tra le 23.00 dell'11 Aprile e le 6.00 del giorno seguente, ed è stata ufficialmente attivata alle ore 6.20. Intorno alle 7.00 vi transitava il primo treno regolare: il regionale 11105 Calalzo-Padova. All'interno dell'imbocco Nord è stata posta questa targa metallica commemorativa.

FL Targa interno galZucco 190703 (91K)

Il programma ufficiale della giornata è iniziato con la partenza di un treno straordinario alle 10.45 da Belluno, giunto a Calalzo alle 11.30 senza effettuare fermate intermedie, e in seguito ritornato a Belluno alle 13.00. Alla conferenza per l'inaugurazione della variante, tenutasi presso la sede della Magnifica Comunità di Pieve di Cadore erano presenti, oltre alle autorità locali e regionali, anche l'Amministratore Delegato di Trenitalia Roberto Renon e il Direttore Compartimentale infrastrutture di Venezia Antonio Perrone. Ovviamente sono state fatte molte promesse relative al miglioramento del servizio sulle linee locali, ma a distanza di più un anno non molto è cambiato (per non dire nulla…), eccetto il risparmio di 2-3 minuti sui tempi di percorrenza per l'attivazione della nuova tratta.

Le caratteristiche tecniche della variante di Monte Zucco

FL MZN2 290904 (86K)
L'imbocco Nord della nuova galleria

comuni interessati dalla variante Valle e Pieve di Cadore
lunghezza totale effettiva del tunnel 2739 m
progressive chilometriche tunnel km 121,168 - km 123,866
lunghezza del tunnel secondo le progressive 2698 m
lunghezza totale variante ~3000 m
dislivello superato ~60 m
sagoma limite all'interno del tunnel Gabarit C - PMO4
sopraelevazione massima della rotaia esterna 125 mm
pendenza massima25 ‰
pendenza media~20 ‰
massa per asse22,5 t/asse (categoria D4)
massa per metro corrente 8 t/m
armamentorotaie UNI60 su traverse in CAP (attacchi tipo "K")
distanziamentoBCA (Blocco conta-assi)


FL cartello portale N GalZucco 190703 (14K)
cartello sul portale Nord

I dati sopra riportati evidenziano la modernità del tunnel, soprattutto in termini di peso assiale e di sagoma limite (già adatta per un'eventuale -quanto improbabile- futura elettrificazione). Il tunnel è inoltre dotato di moderne attrezzature per le comunicazioni di servizio e la sicurezza:
  • 7 telefoni in cassa stagna disposti lungo il camminamento di servizio;
  • 82 nicchie equidistanti poste sul lato sinistro nel senso di percorrenza dei treni dispari.


  • I gradi di prestazione e frenatura in questo tratto di linea rimangono tuttavia invariati, essenzialmente a causa dell'acclività della tratta, mentre la velocità massima ammessa aumenta considerevolmente:

    grado di prestazione:
  • treni pari (tratta Perarolo di Cadore-Calalzo P.C.C.): 25
  • treni dispari (tratta Calalzo P.C.C.-Perarolo di Cadore): 1


  • grado di frenatura:
  • treni pari (tratta Perarolo di Cadore-Calalzo P.C.C.): III
  • treni dispari (tratta Calalzo P.C.C.-Perarolo di Cadore): VIII


  • velocità massima d'esercizio:
  • rango A: 95 km/h
  • rango B: 100 km/h


  • FL ALn668 1219 5744 Nord  Zucco 190703 (59K)
    coppia di automotrici ALn668 nel breve tratto in trincea
    presso l'imbocco Nord (luglio 2003)

    Infine, contestualmente al rinnovo dell'armamento tra le progressive km 123,87 (sbocco Nord galleria Monte Zucco) e km 128,95 (Stazione di Calalzo), RFI ha innalzato le velocità massime come segue:
  • rango A: da 50 km/h a 60 km/h
  • rango B: da 60 km/h a 70 km/h

  • In questo modo finalmente tutti i 37 km della Ponte nelle Alpi-Calalzo sono percorribili dai rotabili del trasporto regionale a velocità pari o superiore a 70 km/h, eccetto la tratta tra le progressive 116,435 e 121,17 (interessante l'impianto di Perarolo di Cadore), dove persiste la limitazione a 50 km/h in rango A e 60 km/h in rango B.

    Costi e prospettive

    Nel comunicato stampa del 12 Aprile 2003, RFI informa che:

    "I costi di manutenzione ordinaria e straordinaria che la variante consentirà di risparmiare sono valutati in oltre 10 milioni di euro nell'arco dei prossimi 30 anni. La progettazione e la direzione lavori sono state curate direttamente dalle strutture tecniche della Direzione Compartimentale Infrastruttura di Venezia di RFI. L'investimento è di 28 milioni di euro, comprensivo della realizzazione del tunnel, dell'armamento e degli impianti tecnologici dell'intera variante."

    Tuttavia gli interventi di RFI non si sono fermati alla galleria di Monte Zucco: nella seguente tabella sono riassunti gli investimenti a medio termine di RFI (con contributo finanziario anche della Regione Veneta) per la linea Treviso-Calalzo, comprensivi dei 28.000.000 € per l'intera variante di Monte Zucco.

    Linea Treviso-Feltre-Calalzo Investimenti decennio 1994-2004
    Armamento20.150.000 €
    Sede ferroviaria32.800.000 €
    Impianti sicurezza5.300.000 €
    Totale investimenti 58.250.000 €

    Fonte: RFI

    Per quanto riguarda il completamento della variante con lo scavo delle gallerie "Cidolo" e "Perarolo", non è ancora noto quando inizieranno i lavori. Il fatto che la tratta interessata non presenti gravi fenomeni franosi come la "Busa del Cristo" (ma piuttosto una generale instabilità geologica unita al costante pericolo di caduta massi) probabilmente indurrà le strutture interessate (in primis RFI) a procedere senza troppa fretta.

    [luglio-dicembre 2004]
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    Segnalazioni e riferimenti:

    Per ulteriori notizie e foto segnalo due articoli sulla variante di Monte Zucco comparsi su riviste a tema ferroviario:

  • "La variante del Cadore", di R.Tabacchi, in "I treni oggi" n°91 (marzo 1989)
  • "La lunga galleria di Monte Zucco", di M.Bruzzo, in "Tuttotreno" n°158 (novembre 2002)


  • Cito inoltre un videocassetta prodotta dalla VIDEO90 nel 2003 poco dopo l'attivazione della variante:

  • "La variante ferroviaria di Monte Zucco", filmato sulla variante di circa 30' con immagini commentate sia dei lavori che del treno speciale dell'11 Aprile 2003.


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    Ringrazio Gianluca Zandanel per i suoi precisi aggiornamenti sui lavori della variante e per la sezione sulla frana (in cui il suo aiuto è stato indispensabile), Elio Boni per le preziose foto e le sue molte fondamentali delucidazioni, Mauro Bottegal che ha gentilmente concesso l'utilizzo delle sue foto dei "treni dei conci", Fabrizio Montignani per le belle diapositive dell'11 Aprile 2003, Marco Cantini per le informazioni sui merci.

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    Mi scuso per eventuali sviste o imprecisioni. Le foto che non riportano l'autore in didascalia sono dello scrivente. Chi possiede materiale, informazioni o foto relative alla variante può attivamente contribuire al completamento di questa pagina (così da costruire un quadro più completo ed esauriente sull'argomento) scrivendo all'indirizzo di posta elettronica: [email protected].

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